Vandali a Borgaro: è stato il vento a piegare il cedro del Libano degli Alpini
Cronaca
1 Giugno 2026
Era stato piantumato e inaugurato lo scorso 19 aprile con la partecipazione di un gran numero di autorità civili e militari

Vandali a Borgaro: è stato il vento a piegare il cedro del Libano degli Alpini

Non si è trattato di un gesto vandalico: lo hanno dimostrato le telecamere di videosorveglianza comunale

Non c’è pace per i simboli della solidarietà e della memoria storica sul nostro territorio. A pochissime settimane dalla sua solenne inaugurazione, avvenuta lo scorso 19 aprile, il cedro del Libano di Borgaro, piantato dal Gruppo Alpini come emblema di fratellanza in via Volpiano, si è spezzato in due. L’allarme è scattato nel pomeriggio di lunedì 1° giugno, lasciando l’intera comunità locale nello sconcerto più profondo.

Le “penne nere” hanno scoperto lo scempio durante un sopralluogo nell’area verde adiacente ai campi da calcio e alla bocciofila comunale. Inizialmente si è pensato a un gesto vandalico, da deplorare per aver intaccato un progetto dall’alto valore civile, strettamente legato all’impegno dei militari italiani e della Brigata Alpina Taurinense nella missione internazionale Unifil in Medio Oriente.

Le indagini delle Forze dell’ordine

Il danneggiamento ha fatto scattare immediatamente le indagini alle autorità competenti: la Polizia Locale di Borgaro, guidata dal comandante Roberto Mattiello, e i Carabinieri di Caselle con il Comandante Fabio Fornaiolo. Dopo alcuni giorni, necessari a visionare le immagini fornite dal sistema di videosorveglianza comunale, il responso: forti raffiche di vento hanno piegato la pianta, non ci sono persone da identificare e perseguire.

Il capogruppo delle penne nere borgaresi, Giuseppe Corotto, ha espresso tutta la profonda amarezza del sodalizio per il danno: «Abbiamo faticato molto a trovare un cedro del Libano. Avevamo paura anche per la lapide, che invece è intatta. Abbiamo chiesto l’intervento del vivaista, di Argentera di Rivarolo. Trovarne altri non è semplice, e adesso è comunque impossibile piantarne un altro a causa del gran caldo».

Il futuro incerto per il Giardino della Pace

Il destino del prezioso albero, un arbusto particolarmente raro alle nostre latitudini geografiche, resta ora appeso a un sottile filo:

  1. Verifica del vivaista: Si attende nei prossimi giorni il parere degli esperti florovivaisti per capire se il tronco colpito potrà essere curato e salvato.

  2. Sostituzione onerosa: Se la pianta dovesse morire, la sostituzione costerà alle casse dell’associazione altri denari, oltre alla difficoltà di reperimento sul mercato.

  3. Emergenza caldo: L’estate alle porte e le alte temperature attuali rendono comunque impossibile una nuova piantumazione immediata prima dell’autunno.

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