Latte sottopagato, allevatori torinesi pronti alla mobilitazione: «Prezzi sotto i costi di produzione»
Economia e Lavoro
9 Giugno 2026
L'allarme di Coldiretti Torino: industriali a caccia di prodotto low-cost dall'estero

Latte sottopagato, allevatori torinesi pronti alla mobilitazione: «Prezzi sotto i costi di produzione»

Prezzi crollati a 40 centesimi al litro, mentre i consumatori continuano a pagare caro

La crisi del latte nella provincia di Torino ha raggiunto livelli di guardia. Il prezzo riconosciuto agli allevatori dagli industriali del settore lattiero-caseario è sceso al di sotto dei costi di produzione, toccando in alcuni casi la soglia critica dei 40 centesimi al litro. Una situazione insostenibile che sta spingendo Coldiretti Torino a organizzare una mobilitazione sindacale.

«Non possiamo continuare ad assistere passivamente al comportamento degli industriali del nostro territorio che non rispettano nemmeno l’accordo quadro nazionale del settore», denuncia con fermezza il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici.

Il paradosso: stalle in ginocchio, ma i prezzi nei supermercati aumentano

Mentre gli allevatori devono fare i conti con i rincari delle materie prime causati dai conflitti internazionali e con il caldo estivo – che provoca una naturale riduzione fisiologica del latte prodotto dalle mucche –, il valore riconosciuto alla stalla continua a scendere.

Il paradosso si consuma sugli scaffali della grande distribuzione: i consumatori continuano a pagare lo stesso prezzo (se non di più) per formaggi, yogurt, gelati e probiotici.

La concorrenza sleale del latte “spot” dall’estero

Perché questo crollo? Secondo Coldiretti, molti industriali scelgono di importare latte e cagliate di scarsa qualità a basso costo da Paesi europei come Francia o Germania. Qui, il latte “spot” (commercializzato senza una cornice contrattuale a lungo termine) viene quotato appena sopra i 30 centesimi, generando una vera e propria concorrenza sleale nei confronti dei produttori locali.

Investimenti green e benessere animale a rischio insolvenza

La crisi arriva in un momento in cui gli allevatori torinesi hanno investito centinaia di migliaia di euro per modernizzare le stalle, rispettare i rigidi standard europei e garantire il benessere animale, specialmente in estate. Parliamo di:

  • Sistemi computerizzati di raffrescamento (ventole e doccette nebulizzate)

  • Asciugatrici automatiche

  • Robot di mungitura di ultima generazione

Con le attuali quotazioni, le aziende rischiano il collasso finanziario. «Quando una stalla chiude – avverte la federazione – entra in crisi un intero sistema territoriale fatto di prodotti tipici a Km Zero, posti di lavoro e tutela del paesaggio».

I numeri della crisi a Torino e provincia

Il settore lattiero-caseario torinese è un pilastro dell’economia locale. I numeri fotografano un comparto enorme:

  • Oltre 800 allevamenti attivi sul territorio provinciale.

  • Più di 120.000 capi di bestiame.

  • 1.140.000 litri di latte prodotti ogni singolo giorno.

  • Oltre 1.350 addetti diretti sparsi nei 312 Comuni della provincia, a cui si aggiunge un immenso indotto.

La mobilitazione è ormai alle porte: gli allevatori torinesi sono pronti a scendere in piazza per difendere il proprio lavoro e il diritto dei cittadini a consumare latte locale, sano e giustamente remunerato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Massimo 1000 numero di caratteri ancora disponibili


Scarica l'App de Il Risveglio
ULTIME NOTIZIE
Concorso piccoli Comuni, è caos: solo 178 posti in tutta Italia. Uncem: «Un’assurdità, enti presi in giro»
Il presidente nazionale Marco Bussone, non usa giri di parole per descrivere la situazione, definendola "pazzesca"
Il nodo centrale della protesta riguarda la sostenibilità economica: i centri, spesso situati in aree montane o interne, non hanno le risorse finanziarie per coprire i nuovi stipendi a tempo indeterminato senza un aiuto strutturale dallo Stato
di Redazione 
8 Giugno 2026
ROMA – Un bando nazionale che doveva essere una risposta alla carenza di personale nei piccoli Comuni italiani si sta trasformando in un boomerang ist...
Wizz Air e Starlink: la rivoluzione dell’Internet in aereo sui voli low-cost
La connettività ad alta quota non sarà più solo un privilegio dei viaggiatori delle classi premium
L'infrastruttura di connessione sarà installata sugli aeromobili di nuova generazione della compagnia ungherese, che conta 264 Airbus A320 e A321
8 Giugno 2026
Addio alla modalità aereo: Wizz Air e Starlink Per decenni, che lo si desiderasse o meno, volare ha comportato un inevitabile e sorprendente effetto c...
Incidente a Borgaro: scontro sulla SP501, tre feriti, un codice rosso
Un uomo di 57 anni è stato trasportato d'urgenza in ambulanza dal 118 all'ospedale Giovanni Bosco di Torino
Un uomo di 63 anni e una donna di 39 anni hanno riportato lesioni di lieve entità e sono stati trasferiti in codice verde all'ospedale di Ciriè.
8 Giugno 2026
Scontro sulla SP 501 a Borgaro Torinese: tre feriti, un uomo in codice rosso Un grave incidente stradale si è verificato nella mattinata odierna, into...
Controversie politiche e trasporti a Ivrea: sondaggio dei GD Torino Nord
Giovani, ...
Incontro pubblico nella Sala Santa Marta sul gradimento dei mezzi pubblici di 300 studenti del liceo "Gramsci" e dell'istituto "Cena"
Affidate alla consigliera regionale Simona Paonessa e alla segretaria borgarese del circolo Beatrice Miroglio le valutazioni politiche
8 Giugno 2026
Lungo le sponde della Dora Baltea nasce il dibattito sul TPL Lungo le sponde del fiume Dora Baltea, nel cuore del Canavese, si accendono le controvers...