Allarme povertà energetica in Piemonte: oltre 205mila famiglie non riescono a pagare le bollette
Economia e Lavoro
8 Luglio 2026
Il rapporto dell'Ufficio Studi di Confartigianato sui dati Istat e Oipe: colpito il 10,1% dei nuclei regionali

Allarme povertà energetica in Piemonte: oltre 205mila famiglie non riescono a pagare le bollette

In Piemonte la spesa per luce e gas toccherà i 3,6 miliardi di euro nel 2026. Il presidente Giorgio Felici: «Famiglie e aziende depredate da tasse e tariffe. Serve efficienza, non ideologia»

TORINO. Il caldo record d’estate e il freddo d’inverno stanno diventando fattori di esclusione sociale ed economica in Piemonte. Nella regione, più di 205mila famiglie (pari al 10,1% del totale dei nuclei familiari) si trovano in condizioni di povertà energetica. Significa che oltre 400mila piemontesi hanno enormi difficoltà ad accedere a servizi essenziali: rinfrescare la casa nei mesi caldi, riscaldarsi e fare una doccia calda d’inverno, illuminare le stanze o cucinare adeguatamente.

I dati emergono dall’ultimo report dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte, che ha analizzato i dati reali del 2025 e le proiezioni del 2026 rilasciati dall’OIPE (Osservatorio Italiano per la Povertà Energetica) e dall’Istat.

I numeri del rincaro: nel 2026 una stangata da 3,6 miliardi

La situazione è letteralmente esplosa negli ultimi mesi. Se si guarda alla spesa complessiva delle famiglie piemontesi per elettricità e gas, il trend mostra una crescita costante e preoccupante:

  • 2024: 3.164 milioni di euro

  • 2025: 3.253 milioni di euro

  • 2026 (Previsione): 3.685 milioni di euro

Il Piemonte si colloca così all’8° posto in Italia per incidenza della povertà energetica, superando la media nazionale che si attesta al 9,1% (pari a circa 2,5 milioni di famiglie in tutta la penisola). La regione più colpita è la Puglia (18,1%), mentre la più virtuosa è il Lazio (5%).

L’attacco di Confartigianato: «Politica inefficiente, le imprese fanno la loro parte»

“Siamo molto preoccupati” – commenta duramente Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte“perché imprese, lavoratori e famiglie sono talmente depredati da tasse, tariffe e costi da avere crescenti difficoltà anche solo a usare la corrente. La povertà energetica è una delle sfide più urgenti, ma va affrontata con buonsenso e senza ideologia. La risposta al caro energia non è certo creare piste ciclabili”.

Felici solleva inoltre forti dubbi sulle attuali politiche di transizione ecologica forzata, in particolare sulla mobilità elettrica: “Resta da capire come pensino di caricare tutti questi veicoli elettrici e quale sia la loro effettiva impronta ecologica (‘carbon footprint’), visto che l’energia deriva ancora per lo più da fonti fossili, per non parlare dei dubbi inquietanti sulla filiera di smaltimento delle batterie”.

Il presidente conclude chiedendo interventi strutturali e meno contingenti: “Le imprese stanno facendo la propria parte investendo sull’efficientamento dei sistemi produttivi e creando le comunità energetiche. Per contro, la politica e le istituzioni ci restituiscono solo inefficienza e rincorsa delle emergenze”.

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