“No ai pannelli sui campi coltivati”: la battaglia di Coldiretti per il fotovoltaico sui tetti
Ambiente
21 Luglio 2026
RINNOVABILI

“No ai pannelli sui campi coltivati”: la battaglia di Coldiretti per il fotovoltaico sui tetti

Il presidente Bruno Mecca Cici richiama la sentenza della Consulta: il suolo serve per il cibo. "Le aziende agricole torinesi sono pronte a produrre energia pulita da stalle e fabbricati, ma servono meno vincoli".

TORINO – Salvaguardare i terreni destinati alla produzione alimentare e, allo stesso tempo, valorizzare il potenziale energetico delle stalle e delle cascine. È la posizione netta ribadita da Coldiretti Torino sul tema della collocazione degli impianti per le energie rinnovabili.

L’organizzazione agricola chiede di fermare il consumo di suolo per i maxi-impianti a terra e di incentivare invece la produzione di energia pulita direttamente nelle aziende, partendo dai pannelli sui tetti dei fabbricati e dai digestori di biogas alimentati con i reflui zootecnici.

Mecca Cici: “Possiamo coprire l’obiettivo regionale”

A spiegare i numeri e la strategia è il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici: “Come agricoltori siamo pronti a fare la nostra parte. La Regione fissa l’obiettivo a 4.891 MW e le nostre aziende, da sole nel Torinese, potrebbero coprirlo pienamente sfruttando tetti e biogas. Purtroppo agli agricoltori vengono posti troppi vincoli e costi di allacciamento alla rete, finendo per favorire i progetti d’occupazione del suolo promossi da grandi fondi d’investimento”.

A supporto di questa linea, Coldiretti richiama la recente sentenza n. 127/2026 della Corte Costituzionale, che ha confermato la legittimità delle norme che tutelano i terreni agricoli dagli impianti fotovoltaici a terra. “Una decisione di grande saggezza – commenta Mecca Cici – il suolo serve a produrre cibo, non possiamo coprirlo di pannelli”.

Lo stop all’agrivoltaico “di facciata”

L’associazione punta infine il dito contro i rischi di speculazione mascherata. “La componente agricola negli impianti agrivoltaici deve essere vera e generare reddito reale. Non basta rialzare i pannelli e mettere due arnie a margine del campo per giustificare un’attività agricola nei fatti inesistente”, conclude la presidenza di Coldiretti.

3 risposte a ““No ai pannelli sui campi coltivati”: la battaglia di Coldiretti per il fotovoltaico sui tetti”

  1. Talia ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo,il terreno coltivabile serve agli esseri umani e animali,per mangiare!! La terra non si tocca,i pannelli si mettano dove non interagiscono negativamente con la vita umana!!

  2. Alessandro Palau ha detto:

    Secondo me anche l’ agrivoltaico va abolito…
    È una scusa… Se u a coltura cresce bene in penombra, la si può metterecsottpvun frutteto per esempio…
    Così si hanno due colture!

    La energia verde non deve dare fastidio ad altre attività, quindi la regola diventa “Lo spazio si usa due volte!”
    Quindi vanno bene i tetti, i parcheggi, i canali di irrigazione, le vasche di espansione lungo I fiumi con piattaforme galleggianti su cui i pannelli hanno pannelli rendono perfino di più col raffreddamento sottostante.
    Quindi si combattono siccità e inondazioni oltre a produrre energia…
    Lo spazio è prezioso in un mondo che cresce, usiamolo con intelligenza!

  3. Alessandro Palau ha detto:

    Secondo me anche l’ agrivoltaico va abolito…
    È una scusa… Se u a coltura cresce bene in penombra, la si può metterecsottpvun frutteto per esempio…
    Così si hanno due colture!

    La energia verde non deve dare fastidio ad altre attività, quindi la regola diventa “Lo spazio si usa due volte!”
    Quindi vanno bene i tetti, i parcheggi, i canali di irrigazione, le vasche di espansione lungo I fiumi con piattaforme galleggianti su cui i pannelli hanno pannelli rendono perfino di più col raffreddamento sottostante.
    Quindi si combattono siccità e inondazioni oltre a produrre energia…
    Lo spazio è prezioso in un mondo che cresce, usiamolo con intelligenza!

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