Ciclisti travolti a Lanzo: convalidato l’arresto dell’automobilista
Il gip ha confermato la misura cautelare per il conducente che ha falciato il gruppo sulla SP 22 dopo una lite, per poi fuggire e costituirsi ai Carabinieri di Lanzo
LANZO TORINESE – Arriva la svolta giudiziaria sulla drammatica vicenda avvenuta nei pressi del ponte di Coassolo, lungo la strada provinciale 22. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ivrea ha convalidato l’arresto dell’automobilista che sabato mattina ha travolto un gruppo di sei cicloamatori, fuggendo subito dopo a bordo della sua Volkswagen Polo. Ieri Giuseppe Campagna, 73 anni, si è difeso davanti al giudice ipotizzando un malore improvviso e chiedendo perdono ai cicloamatori. Opposta la ricostruzione dei feriti: per i PM l’attacco fu volontario dopo un diverbio, oggi la decisione del giudice.
La ricostruzione e la lite prima dell’impatto
Secondo quanto ricostruito dagli accertamenti condotti dai Carabinieri di Lanzo Torinese, l’investimento sarebbe stato preceduto da un’accesa lite. Poco prima del ponte, l’auto avrebbe impattato contro la comitiva di sportivi.
Il bilancio dei soccorsi è stato pesante: due ciclisti, feriti in modo grave, sono stati stabilizzati sul posto dal personale del 118 ed elitrasportati in codice rosso al CTO di Torino. Altri due corridori sono stati condotti in ambulanza all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, mentre il resto del gruppo ha riportato escoriazioni e un forte stato di choc.
La fuga e la resa ai Carabinieri
Dopo l’impatto e la fuga iniziale, la posizione dell’automobilista si è fatta sempre più stringente a seguito delle ricerche immediate avviate dai militari dell’Arma. L’uomo si è infine costituito presso la caserma di Lanzo Torinese, dove è stato a lungo interrogato per chiarire la dinamica dei fatti e le ragioni dell’aggressione.
Con la convalida del provvedimento restrittivo, la Procura della Repubblica di Ivrea prosegue le indagini per ricostruire nei minimi dettagli le responsabilità a carico dell’indagato, che resta a disposizione dell’autorità giudiziaria


Sempre più spesso, quando esco in bicicletta, vengo minacciato da automobilisti che pretendono di avere l’uso esclusivo della strada. Per ben due volte negli ultimi due anni, la minaccia verbale si è concretizzata in una manovra intimidatoria, finalizzata a farmi perdere il controllo della bicicletta. Prepotenza e completa misconoscenza del codice della strada sono all’origine di tali comportamenti. Servirebbe una campagna educativa che faccia comprendere agli automobilisti che, la strada è di tutti, esistono delle regole precise che andrebbero osservate e da ultimo anche se molto più importante: una vita umana vale più dell’arrivo al bar per il caffè con qualche secondo di anticipo.
Confido che, questo caso con la relativa pena per l’automobilita, che auspico sia esemplare e commisurata alla gravità del gesto, abbia la necessaria pubblicità mediatica