Olimpiadi invernali, vent’anni dopo: il ritrovo degli agenti di Polizia locale
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18 Febbraio 2026
Numerosi gli operatori, impegnati in occasione di Torino 2006, che si sono dati appuntamento a Nole

Olimpiadi invernali, vent’anni dopo: il ritrovo degli agenti di Polizia locale

Il comandante Marco Ortalda, organizzatore dell'evento: «Fu un’esperienza unica, sotto ogni profilo. Professionale, certo, ma soprattutto umano»

C’è un filo che lega Nole alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, ed è fatto di servizio, orgoglio e memoria condivisa. Un filo che, nei giorni scorsi, si è riannodato nel raduno degli operatori di Polizia Locale che allora furono chiamati a garantire sicurezza e organizzazione nei siti olimpici, vivendo da protagonisti un’esperienza fuori scala, irripetibile per visione e impatto. Intorno allo stesso tavolo, a vent’anni di distanza, si sono ritrovati circa quaranta tra agenti, sottufficiali, ufficiali e comandanti, alcuni ancora in servizio, altri in pensione, accomunati da un percorso che ha lasciato il segno. Un momento ad alto valore simbolico, voluto e coordinato dal comandante della Polizia Municipale di Nole, Marco Ortalda, che ha trasformato un anniversario in un’occasione di riconnessione e riconoscimento. Particolarmente significativa la presenza di chi, all’epoca, ebbe la responsabilità di guidare quel progetto pionieristico: il dirigente del settore Polizia locale della Regione Piemonte, dottor Stefano Bellezza, affiancato dal funzionario Enzo Varetto. Fu proprio Bellezza a ricordare la portata strategica di quell’esperienza, nata con Torino 2006, quando per la prima volta il Piemonte seppe mettere in campo un contingente unitario di Polizia Locale, costruendo una regia condivisa capace di integrare professionalità provenienti da tutti i Comuni della Regione. Gli operatori furono preparati con un percorso che andava ben oltre gli standard dell’epoca, puntando su competenze linguistiche, capacità relazionali, tecniche operative e attenzione alla rappresentanza. Da quell’esperienza nacque anche l’uniforme operativa che, dopo le Olimpiadi, sarebbe diventata patrimonio comune di tutti i corpi di Polizia Locale piemontesi, lasciando un segno concreto e duraturo. Il comandante Ortalda ha voluto mettere a fuoco il senso profondo di quell’avventura: «Fu un’esperienza unica, sotto ogni profilo. Professionale, certo, ma soprattutto umano. Un progetto che non è mai stato più ripetuto, né in Piemonte né in altre Regioni, e che ancora oggi vive nel ricordo e nel cuore di chi ne ha fatto parte». Il clima dell’incontro ha restituito con forza questo sentimento condiviso, fatto di orgoglio e appartenenza, senza nostalgia, ma con la consapevolezza di aver scritto una pagina importante. La giornata si è aperta con un aperitivo all’agrigelateria “L’Arte del Latte” di Grange di Nole, dove si sono degustati i prodotti tipici del territorio, ed è proseguita poi con il pranzo conviviale all’Osteria del Mutuo Soccorso di Nole, suggellando un momento di comunità che guarda al passato per dare solidità al presente.

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