Vandali a Borgaro: sfregiato il cedro del Libano degli Alpini, simbolo di pace
Il capogruppo Corotto: «Trovarne altri non è semplice, e adesso è comunque impossibile piantarne un altro a causa del gran caldo».
Non c’è pace per i simboli della solidarietà e della memoria storica sul nostro territorio. A pochissime settimane dalla sua solenne inaugurazione, avvenuta lo scorso 19 aprile, il cedro del Libano di Borgaro, piantato dal Gruppo Alpini come emblema di fratellanza in via Volpiano, è stato pesantemente vandalizzato da mani ignote. L’allarme è scattato nel pomeriggio di oggi, lunedì 1° giugno, lasciando l’intera comunità locale nello sconcerto più profondo.
Le “penne nere” hanno scoperto lo scempio durante un sopralluogo nell’area verde adiacente ai campi da calcio e alla bocciofila comunale. Un gesto vile che va a colpire al cuore un progetto dall’alto valore civile, strettamente legato all’impegno dei militari italiani e della Brigata Alpina Taurinense nella missione internazionale Unifil in Medio Oriente.
Le indagini in corso in via Volpiano
L’atto di vandalismo ha fatto scattare immediatamente le denunce alle autorità competenti. Le forze dell’ordine locali si sono prontamente attivate per raccogliere elementi utili a identificare i responsabili del danneggiamento.
Il monitoraggio della Polizia Locale e dei Carabinieri
Sul posto sono intervenuti gli agenti e i militari per i primi rilievi. La Polizia Locale di Borgaro, guidata dal comandante Roberto Mattiello, e i Carabinieri di Caselle con il Comandante Fabio Fornaiolo hanno visionato le immagini delle videocamere presenti nella zona, ma al momento, purtroppo, le immagini catturate dagli occhi elettronici non sembrano offrire dettagli nitidi.
Inoltre il ritrovamento di escrementi canini all’interno dell’aiuola lascia ipotizzare l’azione mirata di qualcuno intenzionato a compiere un dispetto deliberato.
La rabbia e il dolore delle penne nere
Il forte sentimento di sdegno ha subito fatto il giro dei social network, raccogliendo la solidarietà dei residenti. La pianta, acquistata con grandi sforzi economici dal gruppo, rappresentava il culmine dell’iniziativa benefica “Un ponte di Pace”.
Il capogruppo delle penne nere borgaresi, Giuseppe Corotto, ha espresso tutta la profonda amarezza del sodalizio per l’accaduto: «Abbiamo faticato molto a trovare un cedro del Libano. Avevamo paura anche per la lapide, che invece è intatta. Abbiamo chiesto l’intervento del vivaista, di Argentera di Rivarolo. Trovarne altri non è semplice, e adesso è comunque impossibile piantarne un altro a causa del gran caldo».
Il futuro incerto per il Giardino della Pace
Il destino del prezioso albero, un arbusto particolarmente raro alle nostre latitudini geografiche, resta ora appeso a un sottile filo:
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Verifica del vivaista: Si attende nei prossimi giorni il parere degli esperti florovivaisti per capire se il tronco colpito potrà essere curato e salvato.
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Sostituzione onerosa: Se la pianta dovesse morire, la sostituzione costerà alle casse dell’associazione altri denari, oltre alla difficoltà di reperimento sul mercato.
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Emergenza caldo: L’estate alle porte e le alte temperature attuali rendono comunque impossibile una nuova piantumazione immediata prima dell’autunno.

