Sorpresi a rubare sulle auto in sosta: due arresti della Polizia a Torino tra corso Vercelli e via Della Rocca
Un 45enne bloccato dalla madre della proprietaria dell'auto con gli attrezzi da scasso. In centro, un 40enne tradito dalla refurtiva trasportata nel cestino della bicicletta
TORINO – Due distinti interventi condotti dagli agenti della Squadra Volante della Polizia di Stato hanno portato, nei giorni scorsi, all’arresto di due persone ritenute responsabili di furto su autovetture in sosta. Si tratta di un cittadino italiano di 45 anni e di un uomo di 40 anni di origine marocchina, fermati rispettivamente nel quartiere Rebaudengo e nel centro storico di Torino.
Il primo colpo in corso Vercelli: sorpreso dalla madre della proprietaria
Il primo episodio si è verificato nella zona nord della città, in corso Vercelli. A far scattare l’allarme è stata la madre della proprietaria di un’auto, che ha sorpreso l’uomo mentre stava apertamente rovistando all’interno dell’abitacolo del veicolo della figlia.
L’arrivo tempestivo delle Volanti ha permesso di bloccare il quarantacinquenne sul posto. Sottoposto a perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso di un kit da scasso composto da un cacciavite, una pinza e dieci chiavi inglesi di varia misura, una delle quali appena asportata dall’auto presa di mira. Oltre all’arresto per furto, il 45enne è stato denunciato a piede libero per il possesso ingiustificato degli arnesi atti allo scasso.
Il furto in centro: tradito dal cestino della bicicletta
Il secondo arresto è maturato durante i consueti controlli del territorio in pieno centro cittadino. Una pattuglia in transito lungo corso Vittorio Emanuele II ha notato un uomo in sella a una bicicletta con un cestino carico di capi d’abbigliamento e una cartellina.
Gli agenti lo hanno raggiunto e fermato all’altezza di via Accademia Albertina per un controllo. Proprio negli stessi istanti, la Centrale Operativa ha diramato la nota di un furto appena consumato in via Della Rocca: un testimone aveva notato un malvivente infrangere il vetro del bagagliaio di un’auto per prelevare diversi oggetti e aveva subito chiamato il 112.
Il riscontro è stato immediato: le descrizioni fornite dal testimone e la refurtiva all’interno del cestino corrispondevano perfettamente agli oggetti sottratti dall’auto. Per il quarantenne sono scattate immediatamente le manette.
La posizione giudiziaria
Entrambi i procedimenti si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari; pertanto, nei confronti di entrambi gli indagati vige la presunzione di non colpevolezza fino all’eventuale sentenza definitiva.

