L’Hercole Colosso dopo 240 anni è tornato alla Reggia
Cultura
29 Novembre 2015

L’Hercole Colosso dopo 240 anni è tornato alla Reggia

Da martedì 24 novembre, un’altra attrattiva è visibile presso i Giardini della Reggia a Venaria Reale. L’Hercole Colosso è tornato a coronare lo splendido scenario naturale, con il suo antico splendore.
Dopo 240 anni la monumentale scultura, realizzata in marmo di Frabosa dallo scultore Bernardo Falconi nel 1760, è tornata nei suoi aulici luoghi d’origine, grazie all’intervento della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino.
Il Colosso, destinato ad arricchire le attrazioni e la curiosità dei visitatori, è stato posizionato presso il parterre dell’Allea di Terrazza del Parco alto, proprio davanti alla sua originaria collocazione della fontana secentesca, progettata da Amedeo di Castellamonte tra il 1669 e il 1672. L’Hercole Colosso, si poteva maestoso proprio al centro della fontana che ornava i giardini della dimora dei Savoia.
L’architetto Gianfranco Gritella, che ne ha curato l’allestimento e il direttore Mario Turetta del Consorzio La Venaria Reale, in attesa del nuovo generale recupero della vicina fontana, contano di poter riportare l’Hercole di Bernardo Falconi al centro della fontana, entro il 2017, in occasione dei festeggiamenti, previsti per il decimo anniversario della riapertura al pubblico della Reggia di Venaria.
La statua dell’Ercole Colosso (altezza mt. 3.20) è l’ultima imponente opera esistente e originale della Reggia che si conosca, «avanzo della famosa fontana che eravi nel [suo] Real giardino» (così Amedeo Grossi la descriveva a fine Settecento). Una incisione secentesca, descrive che la scultura era completata da elementi in bronzo come: la clava, la pelle di leone che copriva il capo e il dorso del semidio, e l’Idra di Lerna, il mitologico e maestoso serpente marino (dalle tre o nove teste) posto tra le gambe di Ercole, raffigurato nell’atto di colpire il mitico mostro. Tutti elementi non ritrovati già nel Settecento.
Un nuovo e moderno piedistallo, sorregge la statua colossale. L’antico piedistallo era decorato, su ciascuna facciata, con pannelli marmorei scolpiti ad altorilievo, dove venivano raffigurate le fatiche del mitico eroe come: l’uccisione del leone di Nemea, la cattura del toro di Creta, Ercole che uccide Caco ed Ercole fanciullo con l’Idra. Questi preziosi pannelli, oggi si trovano inseriti, nello scalone principale esterno del castello di Govone.
Smantellata la fontana, ove il Colosso sorgeva in un autentico scenario incantato, fatto di selve di marmo e giochi d’acqua, la statua trovò nuova collocazione nella villa del conte Alessio Melina del Capriglio sulla collina torinese e, successivamente trasferita nei magazzini della Fondazione Torino Musei di Palazzo Madama a Torino.
Sono stati gli studi di Paolo Cornaglia che, nella metà degli anni Novanta, confermarono che il colosso di marmo di villa Capriglio fosse la stessa statua posta nella fontana d’Ercole dell’allora castello di Venaria.

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