I marinai dell’ANMI Venaria Reale: “ritorno al passato” sulla nave Virginio Fasan a La Spezia
Cultura
23 Maggio 2016

I marinai dell’ANMI Venaria Reale: “ritorno al passato” sulla nave Virginio Fasan a La Spezia

Non capita tutti i giorni di avere il privilegio di visitare una nave militare, come hanno potuto fare i soci dell’ANMI “Mario Cagnassone” di Venaria Reale, sabato 21 maggio presso l’Arsenale di La Spezia.
La nave Virginio Fasan F 591, attraccata al molo Varicella Due ed affiancata al famoso vascello Palinuro, hanno emozionato i cinquanta visitatori, sia per la bellezza del paesaggio, sia per l’emozione di ritrovarsi ad attraversare la passerella di poppa e salire a bordo.
Un “ritorno al passato” per il folto gruppo di marinai, accompagnati da famigliari ed amici per condividere i ricordi rimasti vivi nella mente e nel cuore.
“Ad accoglierci per il benvenuto, alcuni ufficiali dell’equipaggio e accompagnarci nell’hangar degli elicotteri, unico spazio disponibile per poterci ospitare tutti – ha spiegato il presidente Ivano Giagnetich – dove ci ha raggiunti il comandante capitano di fregata Giancarlo Ciappina per un cordiale saluto e un breve briefing – alcuni soci hanno raccontato e condiviso la loro esperienza, vissuta in marina, con il comandante e i giovani ufficiali, insieme, abbiamo vissuto una giornata indimenticabile”.
Accompagnati da alcuni guardia marina (sottufficiali) e suddivisi in due gruppi, la visita ha avuto inizio nel locale “quadrato ufficiali” dove viene custodito ed esposto un cimelio, il cappello dell’eroico comandante Virginio Fasan, inabissatosi insieme alla sua nave, cacciatorpediniere Vivaldi, nei pressi dell’Asinara il 9 settembre del 1943.
La visita è proseguita alla “Plancia” dove vengono dirette tutte le manovre di navigazione, per passare poi al C.O.C. Centrale Operativa di Combattimento, dove sono condotte le operazioni di carattere bellico e dove arrivano tutte le segnalazioni esterne, attraverso calcolatori, Radio, Radar. Un’altra stanza importante è la “Centrale di Sicurezza” dove avvengono i controllati di tutti gli apparati (sala elettrica, scafo, apparato motore) e ogni altro ordine ricevuto dalla “Plancia”. Un giovanissimo medico di bordo ha accolto i visitatori nell’attrezzata sala medica, pronta a ricevere adeguatamente gli immigrati accolti a bordo, durante le varie missioni umanitarie e di supporto alle altre navi. Operazioni svolte nell’ambito di “Mare Nostrum”.
Il motto della nave è “In aleis strenua in pugna invicta” ovvero “Valorosa nei rischi invincibile in battaglia”.
La nave Virginio Fasan fa parte del progetto FREMM – FRegate Europee MultiMissione. E’ stata consegnata alla Marina Militare nel 2013, ha una lunghezza massima 144 m, larghezza 19,7m. L’equipaggio è composto da 168 di cui 20 donne, posti branda 200 ed è dotata di 2 motori elettrici 15 nodi e 1 turbina di derivazione avionica 27 nodi. Molto importanti gli armamenti della nave Virginio Fasan per le sue innumerevoli funzione, di cui caccia sommergibili e lancia missili.
Prima di abbandonare la nave il gruppo, si è riunito nell’hangar principale per un dolce buffet preparato dalla cucina di bordo e, per lo scambio dei Crest insieme al comandante e agli ufficiali. Il presidente Ivano Giagnetich ha donato un bronzo raffigurante una nave, la rosa dei venti e un sommergibile. Il bronzo è stato realizzato da Carlo Zuin (presidente onorario). Il comandante ha donato il Crest della nave e una “silhouette” raffigurante la nave Virginio Fasan con dedica all’associazione venariese, in ricordo della giornata di visita. Il socio Silvio Selvatici (vice presidente Opera Nazionale per i Caduti Senza Croce), a ricordo del padre Vetusto Selvatici, imbarcato sull’incrociatore Amando Diaz, affondato da due siluri nel 1941, ha donato al comandante un ricordo e la documentazione dell’associazione.
“E’ con immenso piacere che ospitiamo queste visite, è un modo, una forma per mantenere un contatto vivo e un riconoscimento a chi ha vissuto una vita a bordo – spiega il comandante Giancarlo Ciappina – è una continuità e un riferimento all’equipaggio, un punto di contatto umano della Marina proiettato nel mondo esterno – continua il comandante Ciappina – dato dalle persone in servizio e da chi ha fatto parte della vita in Marina. La nave è il presente e il futuro della nostra Marina Militare>.
Prima di abbandonare la nave il gruppo si è riunito in “assemblea” sul ponte di volo per le foto ufficiali insieme al comandante.
La giornata si è conclusa con il pranzo sociale e una passeggiata sul lungomare, per poi riprendere la navigazione verso casa.
Il prossimo 5 giugno, i soci dell’Associazione “M. Cagnassone” si riuniranno per la “Festa della Marina”

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