Il dramma dietro la cronaca: «Mio nipote non è un delinquente, ma un ragazzo fragile caduto nella trappola del crack»
Cronaca
18 Novembre 2025
Ci scrive la nonna del giovane arrestato dai carabinieri e chiede di guardare oltre l'atto criminale

Il dramma dietro la cronaca: «Mio nipote non è un delinquente, ma un ragazzo fragile caduto nella trappola del crack»

Un bisogno disperato di supporto e cura per un fenomeno dilagante

La rapina notturna a Ciriè ai danni di un tassista, che ha portato all’arresto del 25enne A. B., rivela un dramma che affonda le radici nella tossicodipendenza e nella fragilità sociale. Dopo la pubblicazione del resoconto dell’accaduto, la redazione ha ricevuto un toccante messaggio dalla nonna del giovane, che chiede di guardare oltre l’atto criminale.

«Mio nipote non è un delinquente, ma un ragazzo fragile caduto nella trappola della droga», scrive la donna, chiedendo di non ignorare il contesto in cui si è svolto l’episodio. La nonna ha specificato che al momento del fatto il 25enne «non era in sé in quanto aveva assunto crack». La sua testimonianza è, oltre ad uno sfogo umanamente comprensibile, un grido d’aiuto: «Prima della droga era un bravo ragazzo». Il gesto commesso non viene giustificato, ma inquadrato come la conseguenza estrema della dipendenza.

L’episodio, che ha visto il giovane strattonare e minacciare il tassista per 200 euro, si trasforma così in un campanello d’allarme sulle condizioni di chi è intrappolato nel tunnel delle sostanze stupefacenti. La richiesta della nonna, pur nella sua semplicità, evidenzia un bisogno disperato di supporto e cura, più che di sola punizione. «Adesso spero vada in comunità e si faccia aiutare», conclude la nonna, rendendo la notizia di cronaca anche un appello per un intervento – oltre a quello giudiziario – sociale e terapeutico.

Il messaggio, sebbene concluso con la richiesta di essere «considerato nulla, solo uno sfogo» per il forte  dolore del momento, offre invece uno spunto di riflessione cruciale su un dato di realtà imprescindibile: dietro ogni reato legato alla tossicodipendenza, si nasconde la sofferenza di una famiglia e la necessità di affrontare il problema della dipendenza come una vera emergenza sanitaria e sociale.

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