Dalle radici al turismo verde: così i volontari hanno fatto rinascere 200 km di sentieri in Alta Val Malone
Nata nel 2015 per contrastare lo spopolamento, l'Associazione Sentieri Alta Val Malone conta oggi 900 soci e 7.000 ore di volontariato all'anno. Mappe, app per Mtb e itinerari della Resistenza
CORIO. Una piccola valle, quella di Corio, ma custode di un’identità storica e culturale profonda. Se a partire dal secondo dopoguerra la vicinanza alla pianura torinese ha rischiato di trasformarsi in una condanna allo spopolamento e all’abbandono, oggi quella stessa montagna sta vivendo una nuova stagione di riscatto. Il merito è dell’Associazione Sentieri Alta Val Malone, un modello di volontariato e rigenerazione territoriale che dal 2015 a oggi ha compiuto una vera e propria impresa.
I numeri di un piccolo grande “miracolo”
Grazie al lavoro dell’associazione e alle competenze “montanare” mai del tutto perdute dalla comunità locale, oggi la valle può vantare un patrimonio escursionistico di prim’ordine:
- Oltre 200 chilometri di percorsi ripristinati tra i 600 metri della bassa valle e i 2.000 metri delle vette;
- 900 soci e 60 volontari operativi;
- Circa 7.000 ore di lavoro annuo donate gratuitamente alla collettività;
- 800 frecce segnaletiche per il trekking e 1200 per la Mtb installate sul territorio, con l’inserimento dei tracciati nel Catasto Sentieri della Regione Piemonte.
Un lavoro duro, non solo di sfalcio, ma di vera e propria ingegneria naturalistica: terrapieni, scalinate e passerelle in legno sono stati realizzati o restaurati per permettere l’attraversamento in sicurezza dei corsi d’acqua.
Cartine, app Mtb e itinerari ad anello
«Tutti i percorsi sono stati dotati di segnaletica dedicata», spiega Mauro Salot, tra i promotori dell’iniziativa. Per agevolare la fruizione da parte di residenti e turisti, sono state stampate ben 15 riedizioni della storica cartina dei sentieri, distribuite gratuitamente negli esercizi commerciali della zona.
Ma l’offerta guarda anche alle nuove tendenze del turismo outdoor:
- Sezione Biker: creati itinerari specifici per la mountain bike nella bassa valle e nell’area di transizione verso la pianura, accompagnati da un’accurata mappa dedicata.
- Mappe “Ad Anello”: tracciati studiati per consentire itinerari di andata e ritorno su percorsi differenti.
- I Grandi Collegamenti: la rete dell’Alta Val Malone è integrata in un sistema più ampio che connette la valle sia con la pianura (il Parco della Mandria, la Vauda e Chivasso) sia con le Valli di Lanzo (progetto Tre Vallate), il Canavese e il Parco Nazionale del Gran Paradiso (Alta Via Canavesana).
“Ogni sentiero racconta una storia”: cultura e memoria
Camminare qui non è solo attività fisica, ma anche un viaggio nella conoscenza. Con il progetto “Ogni sentiero racconta una storia”, i percorsi sono stati arricchiti con bacheche divulgative e didattiche.
Punto di forza è la brochure e mappa “I sentieri della Resistenza”, che riscopre e colloca nello spazio gli episodi della lotta partigiana combattuta in valle, ricollegandosi ai vari memoriali presenti. Un’appendice locale che si inserisce nel più ampio Sentiero della Resistenza in fase di strutturazione tra Alpette e la Val Pellice. Non mancano poi le installazioni dedicate alla flora e fauna locali e il concorso scolastico “Sentieri e natura, il sentiero condiviso”.
Un modello nazionale premiato con la Bandiera Verde
Il valore di questa esperienza ha travalicato i confini locali. L’associazione è diventata un punto di riferimento per lo studio del rilancio delle “aree interne”, conquistando nel 2019 la prestigiosa Bandiera Verde di Legambiente e nel 2023 il Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno.
«Quando siamo partiti nel 2015 – conclude Salot – non potevamo neppure immaginare di raggiungere simili traguardi».
Completata la fase di recupero strutturale, il futuro dell’Alta Val Malone punta ora su promozione, comunicazione e sinergia tra enti. Un esempio concreto è il Progetto Percorsi (finanziato dalla Compagnia di San Paolo), che vede fare squadra il Comune di Corio (capofila), l’Associazione Sentieri, la Pro Loco e la Parrocchia di San Genesio per disegnare un piano strategico di sviluppo sostenibile lontano dai semplici slogan.

