«Da mesi costretti a vivere in una roulotte» – A novembre erano bruciati casa e ristorante
Cronaca bianca
27 Gennaio 2012

«Da mesi costretti a vivere in una roulotte» – A novembre erano bruciati casa e ristorante

Non pensavano che in pochi minuti tutte le fatiche, i sacrifici di una vita sarebbero finiti in fumo, eppure l’incendio, che alla fine di novembre ha ridotto in cenere l’Osteria delle Oche, compromettendo una parte del ristorante e dell’abitazione dei coniugi Rista, ha bruciato ricordi e affetti contenuti in quella casa.
«La nostra abitazione è stata distrutta dall’incendio, le fiamme sono divampate nella notte e per metterci in salvo siamo usciti di casa com’eravamo, in pigiama e quello era tutto ciò che ci restava». L’incendio divampato nella notte di domenica 20 novembre, aveva danneggiato gran parte dell’agriturismo molto conosciuto in zona per la sua cucina tradizionale, l’Osteria delle Oche appunto. Probabilmente le fiamme sono state innescate da un surriscaldamento della canna fumaria e hanno bruciato l’abitazione dei coniugi Rista, collocata al piano superiore della cascina e una buona parte del ristorante: «Abbiamo lavorato fino all’una e poi verso le tre, ho sentito un rumore forte, quando sono sceso mi sono accorto dell’incendio e ci siamo precipitati fuori. Per fortuna il ristorante non era stato danneggiato in modo grave, l’attrezzatura è praticamente intatta, ma è andato in fumo il tetto e per questo motivo non abbiamo potuto riaprire il ristorante. In realtà una settimana di lavori avrebbe ripristinato i locali senza problemi, ma ricostruire il tetto non è cosa semplice perciò solamente quando i lavori saranno ultimati potremo riaprire il ristorante».
Il rogo non ha compromesso solamente l’abitazione, ma anche la fonte di lavoro dei coniugi Rista: «Speriamo di poter riaprire per Pasqua, anche perché altrimenti non sono come potremo andare avanti», prosegue Rista. Dopo l’intervento della Protezione civile comunale e dei Vigili del fuoco, una volta domate le fiamme, per i coniugi Rista si è subito attivata una rete di solidarietà: «Da subito il Comune ci ha proposto una settimana in albergo, spesata, ma io ho rifiutato, sapevo che al termine di quella settimana sarei tornato la punto di partenza – dice Renzo Rista – così io e mia moglie abbiamo deciso di vivere nella roulotte, fuori nel cortile, mentre i miei figli sono stati ospitati, prima da amici, poi, grazie all’inizio dei lavori che stanno ripristinando l’abitazione, sono riusciti a rientrare nelle proprie camere».

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