Un’unità cinofila contro le “polpette avvelenate”
Ambiente, Prima pagina
12 Novembre 2018
Servirà a riconoscere e segnalare le esche fatali

Un’unità cinofila contro le “polpette avvelenate”

La task force costituita dall'ex Provincia è composta dall’istruttore direttivo di vigilanza Carlo Geymonat e dal cane pastore australiano “Myrtille

Il Servizio Tutela Fauna e Flora della Città Metropolitana di Torino ricorre ad un’apposita unità cinofila antiveleno contro le esche avvelenate che minacciano cani e gatti in parchi e strade Sono infatti frequenti le segnalazioni di “polpette avvelenate” contro animali sgraditi ad alcune persone che giungono alla Polizia Municipale della Città di Torino ed altrettante le vittime, che muoiono spesso tra atroci sofferenze. La task force costituita dall’ex Provincia è composta dall’istruttore direttivo di vigilanza Carlo Geymonat e dal cane pastore australiano “Myrtille”, capace di riconoscere e seganalare il cibo con il veleno all’interno. L’attività dell’unità cinofila antiveleno si svolge in collaborazione con il Gruppo Cinofilo Antiveleno regionale. L’Ente ricorda inoltre che il ritrovamento di esche sospette va segnalato per le verifiche del caso alle forze di Polizia competenti per territorio o alla Città Metropolitana di Torino-Servizio Tutela della Fauna e della Flora, corso Inghilterra 7, Torino, telefono 011-8616987-8616982.

“Oltre ad essere un metodo molto scorretto di soluzione di un eventuale problema di convivenza tra animali e uomo, l’abbandono di esche e bocconi avvelenati è un reato” sottolinea Barbara Azzarà, Consigliera metropolitana delegata alla tutela della fauna e della flora. Un’Ordinanza del Ministero della Salute del 13 giugno 2016 detta infatti “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati” e prevede che il proprietario o il responsabile dell’animale deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati o che abbia manifestato una sintomatologia riferibile ad avvelenamento deve segnalare l’episodio ad un medico veterinario. Una volta emessa la diagnosi di sospetto avvelenamento il veterinario deve darne immediata comunicazione al Sindaco del Comune in cui l’episodio di presunto avvelenamento è avvenuto, al Servizio Veterinario dell’Asl e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competenti per territorio”.

L’attività in questione rientra, fra l’altro, tra quelle programmate nell’ambito del progetto LIFE Wolfalps per il monitoraggio della presenza del Lupo nelle Alpi. Di altre unità cinofile antiveleno operanti in Piemonte fanno parte Guardiaparco e Carabinieri forestali, sotto il coordinamento del Parco Naturale delle Alpi Marittime.

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