Pianura Padana “avvelenata”: il report di Greenpeace accusa gli allevamenti intensivi
Ambiente
5 Maggio 2026
In un solo anno, la zootecnia padana ha immesso nell'aria 162,7 mila tonnellate di ammoniaca e 12.725 mila tonnellate di gas serra

Pianura Padana “avvelenata”: il report di Greenpeace accusa gli allevamenti intensivi

L'appello: "Rivedere la Direttiva Emissioni"

TORINO/ROMA – Un territorio soffocato dalle emissioni, dove l’aria, l’acqua e il suolo pagano il prezzo di un sistema produttivo ormai insostenibile. Il nuovo rapporto di Greenpeace Italia, intitolato “Padania avvelenata”, scatta una fotografia allarmante dell’ecoregione padana (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna), rivelando come gli allevamenti intensivi siano i principali responsabili dell’inquinamento atmosferico e dei gas serra nell’area.

I numeri del disastro: bovini sotto accusa

Secondo lo studio, realizzato con il supporto dell’Università di Siena, i dati tra il 2017 e il 2023 sono rimasti drammaticamente stabili. In un solo anno, la zootecnia padana ha immesso nell’aria 162,7 mila tonnellate di ammoniaca e 12.725 mila tonnellate di gas serra.

Il dato più sorprendente riguarda l’impatto dei bovini: nonostante siano spesso esclusi dalle normative più stringenti, sono responsabili dell’84% delle emissioni di gas serra e del 65% di quelle di ammoniaca dell’intero comparto zootecnico.

La mappa dell’inquinamento: Fossano e Reggio Emilia maglie nere

La concentrazione industriale è altissima: in queste quattro regioni si trova il 60% dei bovini e oltre l’80% dei suini allevati in Italia.

  • Le province più colpite: Brescia (che da sola produce circa il 15% delle emissioni totali della Pianura Padana), Cremona e Mantova.

  • I comuni record: Fossano (Cuneo) detiene il primato per le emissioni di ammoniaca, seguita da Reggio Emilia e Montichiari. Per i gas serra, il podio vede Reggio Emilia al primo posto, seguita proprio da Fossano e Parma.

Salute a rischio: 43mila morti premature

Il problema non è solo ambientale, ma sanitario. L’ammoniaca reagisce in atmosfera formando particolato fine (PM2.5). Greenpeace ricorda che nel 2023 l’Italia ha registrato il triste primato europeo di morti premature dovute al particolato: ben 43.083 decessi. Circa il 73% delle emissioni di ammoniaca agricola deriva proprio dagli allevamenti.

L’appello: “Rivedere la Direttiva Emissioni”

«Gli allevamenti bovini sono paradossalmente esclusi dagli obblighi della Direttiva sulle Emissioni Industriali», spiega Simona Savini, campaigner di Greenpeace. L’organizzazione, insieme a WWF, ISDE e altre sigle, chiede che venga discussa alla Camera la proposta di legge per fermare l’espansione dei grandi allevamenti intensivi, favorendo invece le piccole aziende agroecologiche.

Qui la mappa interattiva

Qui i grafici sulle emissioni

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