Linea Pinerolo-Chivasso, è caos cantieri. Canalis (PD): «Un inferno per i pendolari, il territorio è dimenticato»
Trasporti
18 Maggio 2026
Il 9 maggio è scattata la nuova tranche di lavori di potenziamento infrastrutturale (che si protrarrà fino al 26 luglio), ma il piano dei trasporti alternativi si sta rivelando un flop

Linea Pinerolo-Chivasso, è caos cantieri. Canalis (PD): «Un inferno per i pendolari, il territorio è dimenticato»

Tra bus sostitutivi inefficienti, corse sovraffollate e ritardi cronici, per raggiungere Torino si impiegano ormai anche due ore

La sospensione dei treni tra Pinerolo e None, scattata il 9 maggio, sta trasformando la quotidianità dei viaggiatori in un incubo logistico. Tra bus sostitutivi inefficienti, corse sovraffollate e ritardi cronici, per raggiungere Torino si impiegano ormai anche due ore. La consigliera regionale del Partito Democratico, Monica Canalis, attacca duramente la gestione della mobilità: «La Giunta Cirio intervenga, serve una vera integrazione dei servizi prima che la situazione esploda».

Promesse smentite dai fatti: i disagi della SFM2

Non c’è pace per la linea ferroviaria Pinerolo-Chivasso (SFM2). Dopo i lunghi blocchi dell’estate 2025 per l’installazione del sistema di sicurezza satellitare ERTMS, gli utenti si aspettavano un netto cambio di passo. La realtà, purtroppo, ha smentito le aspettative: ritardi, cancellazioni, treni sovraffollati e stazioni degradate sono rimasti all’ordine del giorno.

Il 9 maggio è scattata la nuova tranche di lavori di potenziamento infrastrutturale (che si protrarrà fino al 26 luglio), ma il piano dei trasporti alternativi si sta rivelando un flop.

Il paradosso dei bus: mezzi vuoti e corse stracolme

Il nodo centrale del problema è il mancato coordinamento tra l’Agenzia della Mobilità Piemontese (AMP) e RFI. Il risultato? Un paradosso logistico che penalizza i cittadini:

  • Bus Arriva presi d’assalto: Gli autobus di linea gestiti da Arriva si riempiono completamente già al Movicentro di Pinerolo, impedendo ai passeggeri delle fermate successive di salire a bordo.

  • Bus sostitutivi deserti: Al contrario, i mezzi sostitutivi messi a disposizione dalle ferrovie viaggiano semivuoti a causa di una cattiva pianificazione e di tempi di percorrenza stradali che sfiorano l’ora e mezza per raggiungere il capoluogo.

A questo si aggiunge un bilancio drammatico per la prima settimana di lavori, segnata comunque da soppressioni di treni nel tratto attivo e ritardi superiori all’ora.

«Quindi da una parte ci sono autobus vuoti e dall’altra autobus strapieni che non riescono a far salire tutti. Così non si può andare avanti. La Giunta Cirio, AMP, RFI e Trenitalia prendano finalmente provvedimenti», denuncia Canalis.

Il caso Torre Pellice e i “due pesi e due misure” della Regione

Il caso della SFM2 è solo la punta dell’iceberg di un isolamento più profondo del Pinerolese, che continua a occupare i vertici negativi del dossier Pendolaria di Legambiente. Sotto la lente d’ingrandimento finisce anche il Contratto di Servizio firmato nel 2020 (con validità fino al 2035), che prevedeva la riattivazione della linea ferroviaria Pinerolo-Torre Pellice.

Un accordo rimasto sulla carta: secondo la consigliera Dem, la Regione starebbe bloccando il ripristino per risparmiare il milione di euro all’anno dovuto a Trenitalia, esponendosi a rischi di contenziosi e condannando la Val Pellice a un traffico su gomma intenso e inquinante.

«Cirio e Gabusi in questi anni hanno trovato le risorse per riattivare le linee Asti-Alba e Cuneo-Saluzzo-Savigliano, ma non vogliono investire sul Pinerolese», incalza la consigliera regionale.

Un rischio di “bomba sociale” per i trasporti

In una delle aree più colpite dall’inquinamento atmosferico in Europa, la mancanza di una seria programmazione sulla transizione ecologica e il mancato ripristino delle corse pre-Covid aggravano lo scenario.

L’appello finale è rivolto direttamente all’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusi:

«Chiediamo che l’assessore prenda in mano la situazione e si faccia sentire con Trenitalia ed RFI per far uscire il Pinerolese dal cono d’ombra. Il combinato disposto tra i cantieri sulla SFM2, il caro carburanti, i disservizi, il free flow autostradale e la nuova gara del trasporto su gomma rischia di generare una vera bomba sociale. Il nostro territorio merita investimenti, non risparmi. Nell’immediato, si garantisca almeno una gestione efficiente e integrata dei bus per Torino».

 

 

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