Volpiano, festa di San Rocco: svelato il crocifisso ligneo restaurato
Ha spiegato il funzionario della Soprintendenza di Torino Valerio Mosso al termine della funzione: «Questo è un crocifisso che possiamo collocare alla fine del Quattrocento. È stata una splendida scoperta: sotto le ridipinture tarde abbiamo ritrovato in gran parte la superficie originale ed è un’opera davvero meritevole e preziosa per tutta la comunità».
Storia, devozione e arte a braccetto a Volpiano per la festa di San Rocco
L’edizione 2026 della Festa di San Rocco a Volpiano ha avuto un sapore particolare per la presentazione del restauro del crocifisso ligneo, un autentico capolavoro riscoperto che ha unito storia, fede e identità cittadina. Domenica 16 agosto la piazzetta antistante la storica chiesetta votiva si è riempita di fedeli, cittadini e rappresentanti delle istituzioni, accorsi numerosi per celebrare una delle ricorrenze più sentite della tradizione locale.
Una celebrazione corale tra fede e partecipazione civica
La solenne funzione religiosa, officiata dal parroco don Salesio Sebold, ha visto la partecipazione delle autorità cittadine — il sindaco Giovanni Panichelli, il presidente del Consiglio Comunale Emanuele De Zuanne, l’assessore Luca Ferrero, la consigliera Antonietta Maggisano e il comandante dei Carabinieri Americo Celani. L’edificio sacro, storicamente legato e appartenente all’intera comunità volpianese, ha fatto da cornice a una giornata all’insegna della condivisione.
Il tessuto associativo in prima linea
La straordinaria riuscita dell’evento è stata resa possibile dall’impegno corale delle realtà del territorio:
- Associazione San Rocco: fondamentale motore per la cura e la valorizzazione della cappella;
- Associazioni d’arma e di volontariato: presenti con i loro labari il Gruppo Alpini, l’Associazione Nazionale Carabinieri, i Bersaglieri, l’Avis, l’Aido, l’Unitre e la Pro Loco;
- Sicurezza e supporto logistico: garantiti con dedizione dalla Protezione Civile, dalla Polizia Locale e dai volontari dei Borghi volpianesi.
Il valore artistico: la perizia della Soprintendenza
Ad approfondire i dettagli storico-artistici dell’opera e il minuzioso intervento conservativo condotto a Torino è intervenuto il funzionario della Soprintendenza, il dottor Valerio Mosso.
Le parole dell’esperto sul capolavoro ligneo
Spiegando le peculiarità dell’opera, Valerio Mosso ha dichiarato:
«Questo è un crocifisso che possiamo collocare alla fine del Quattrocento. Il perizoma, con le sue pieghe eleganti, rimanda al gusto tardo-gotico, mentre il corpo rivela un’attenzione al naturalismo anatomico ormai pienamente rinascimentale, restituendo un Cristo molto umano. È stata una splendida scoperta: sotto le ridipinture tarde abbiamo ritrovato in gran parte la superficie originale ed è un’opera davvero meritevole e preziosa per tutta la comunità».
I fedeli hanno potuto ammirare da vicino la scultura e una mostra fotografica illustrativa allestita all’interno della cappella.
Prospettive future: la ricorrenza del 14 settembre
L’emozione per il restauro non si esaurirà con le celebrazioni agostane. Al termine della cerimonia, la parrocchia ha guardato avanti per dare continuità a questo momento di grazia e riscoperta.
La proposta pastorale
A lanciare l’idea è stato lo stesso parroco don Salesio Sebold, che ha proposto:
«Perché non valorizzare il giorno del 14 settembre, festa dell’Esaltazione della Santa Croce, tenendo aperta la chiesa con l’Associazione, celebrando una messa verso le 19 e magari accompagnandola con un momento musicale? Sarebbe un valore in più per far sì che questa riscoperta non rimanga solo una bella parentesi estiva, ma continui a vivere».
Ma una cosa è già ufficiale: il crocifisso e la mostra saranno visitabili a settembre ogni sabato mattina, dalle 10 alle 12.

