Borgaro, la Posta riapre a settembre: Gambino non ci sta
«Una cosa scandalosa e incomprensibile. Abbiamo ricevuto almeno tre o quattro lettere in Comune che comunicavano la proroga dei lavori».
«Una cosa scandalosa e incomprensibile. Abbiamo ricevuto almeno tre o quattro lettere in Comune che comunicavano la proroga dei lavori». Ferma la presa di posizione del sindaco Claudio Gambino sulla vicenda legata ai disservizi delle Poste di Borgaro, scaturiti dal cantiere di riqualificazione della sede di via Volpiano. L’intervento, avviato a giugno nell’ambito del Progetto Polis, ha registrato una serie di proroghe rispetto alle scadenze preventivate, prolungando il blocco delle consuete attività di sportello.
I ritardi del cantiere e la nuova scadenza di settembre
Secondo le prime indicazioni, l’immobile avrebbe dovuto riaprire entro la fine di luglio. Una successiva comunicazione aveva differito il termine alla metà di agosto. Nei giorni scorsi, Poste Italiane ha notificato all’Amministrazione comunale un ulteriore rinvio al 3 settembre. Nel periodo di inagibilità, gli utenti borgaresi sono stati costretti a recarsi presso la sede di via Guarini a Venaria Reale per il compimento delle operazioni indifferibili.
Il contesto del Progetto Polis e le nuove prestazioni
La ristrutturazione permetterà l’erogazione dei servizi unificati della Pubblica Amministrazione, analogamente a quanto avvenuto a Caselle Torinese con la riapertura lo scorso 7 agosto – anche in quel caso dopo una serie di slittamenti – della sede di via Gibellini. I principali servizi annunciati comprendono:
- Documenti personali: rilascio e rinnovo del passaporto;
- Certificazioni anagrafiche: emissione diretta di atti di stato civile;
- Previdenza INPS: richiesta del modello Obis M;
- Rilascio della Certificazione Unica;
- Operazioni ordinarie: pagamento pensioni, risparmio postale e raccomandate.
Le ripercussioni sulla cittadinanza e sugli anziani
Il prolungamento della chiusura crea evidenti disagi alla popolazione anziana e alle persone con ridotta mobilità, costrette a trasferimenti fuori Comune per il ritiro delle pensioni o la gestione dei risparmi.
La reazione del Comune e le parole del sindaco
Il sindaco Claudio Gambino ha espresso il disappunto dell’ente attraverso una dichiarazione pubblica rivolta alla dirigenza aziendale.
L’appello a Poste Italiane
La tutela dei cittadini e delle fasce deboli
«Poste Italiane ha un dovere soprattutto verso le fasce più deboli, verso gli anziani e verso chi non può spostarsi», ha rimarcato il sindaco. «Chiediamo che un servizio essenziale sia riaperto al più presto e che l’azienda rispetti gli impegni assunti verso la comunità».

