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19 Giugno 2026
Un viaggio creativo che merita di essere scoperto

La Cooperativa Casa di Nazareth compie 30 anni: a Ciriè la mostra che trasforma il legno (e le vite)

L'esposizione, inaugurata nei giorni scorsi con un emozionante concerto realizzato insieme ai ragazzi del centro diurno

CIRIÉ. Ci sono storie in cui il legno di recupero, i vecchi pallet abbandonati o i frammenti di vetro non diventano solo oggetti d’arte, ma simboli di una vera e propria rinascita umana. Questo è lo spirito profondo che si respira visitando per tutto il mese di giugno, presso il circolo Arci “La Soce” di Ciriè (via Matteotti 16), la mostra “Nuove forme, nuove possibilità”.

L’esposizione, inaugurata nei giorni scorsi con un emozionante concerto realizzato insieme ai ragazzi del centro diurno, celebra in modo straordinario un traguardo storico: i 30 anni della Cooperativa Casa di Nazareth di Ciriè. Dal 1996, questa realtà è un pilastro del territorio, impegnata nell’offrire opportunità di lavoro e riscatto sociale a persone svantaggiate attraverso servizi di pulizie, assemblaggio, facchinaggio e la gestione del parco Hop&Land.

Sotto la direzione di Alex Marsaglia, responsabile dei servizi educativi, la cooperativa ha sviluppato progetti socio-educativi d’eccellenza, i cui frutti sono oggi esposti al pubblico.

I tre pilastri della mostra: falegnameria sociale e riciclo creativo

La mostra raccoglie i manufatti nati da tre laboratori terapeutici straordinari, veri e propri percorsi di riabilitazione e inclusione:

1. Il Laboratorio “Gamba di legno” (Falegnameria Sociale)

Attivo dal lunedì al venerdì (ore 9-12) nella sede di via Torino 9, questo laboratorio artigianale lavora in sinergia con il Ser.D. dell’ASL TO4. Sotto la guida dell’educatore professionista Daniele Pelizzari e del falegname restauratore Stefano Delizia, si occupa del restauro di mobili. È un percorso terapeutico rivolto a persone con problematiche di dipendenza, dove la formazione si unisce alla libera creatività.

📸  LA GALLERY FOTOGRAFICA DEI MANUFATTI

2. Il Centro Diurno “Arcobaleno in Fiore” (Le maschere di pallet)

Nato nel 2008 in collaborazione con il Comune di Torino, il centro si rivolge a giovani e adulti con disturbo dello spettro autistico o lieve disabilità intellettiva. Tra le attività spicca il laboratorio di falegnameria nato grazie all’aiuto del volontario Pierluigi Duranti. La specialità dei ragazzi? La creazione di incredibili maschere (volti di personaggi famosi e non) realizzate interamente con il legno di recupero dei pallet. Un’attività che potenzia l’autostima e la manualità.

3. Il Laboratorio “RiciclaMente” (Legno e Vetro)

Questo progetto temporaneo di 6 mesi è stato attivato grazie al bando Vivomeglio della Fondazione CRT. Svolto in partnership con il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL TO4 e l’ospedale Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese, vede impegnato l’educatore Pelizzari e il tecnico di laboratorio Antonio Convertino (in collaborazione con l’Associazione Al Cicapui). Dedicato a utenti con problematiche psichiatriche, il laboratorio unisce la riabilitazione alla sostenibilità ambientale, focalizzandosi sul riciclo del legno e sulla lavorazione del vetro.

Un viaggio creativo che merita di essere scoperto: la mostra resterà aperta per tutto il mese di giugno alla Soce, un’occasione perfetta per sostenere il talento locale e una realtà che da trent’anni fa “fiorire” le persone.

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