Agricoltori e allevatori in prima fila – Rivive la tradizione di Sant’Antonio
Eventi
17 Febbraio 2012

Agricoltori e allevatori in prima fila – Rivive la tradizione di Sant’Antonio

«Una festa bellissima che ha portato in piazza molta gente e per la quale ogni volontario ha fatto la sua parte». È stata definita così, proprio dal suo organizzatore Ernestino Balma, la festa di Sant’Antonio Abate, che si è tenuta domenica 22 gennaio. «Una tradizione che si rinnova in città da almeno 90 anni – prosegue Balma, a capo del comitato organizzatore da 8 anni – e che anche quest’anno, nonostante le ristrettezze economiche, ha saputo coinvolgere moltissime persone, che hanno contribuito a creare una giornata di festa e amicizia». A celebrare il protettore degli animali domestici – nonché patrono degli agricoltori e degli allevatori – sono intervenuti moltissimi impresari agricoli della Reale e non solo.
In testa al corteo, su una carrozza concessa dal parco La Mandria, il padrino e la madrina Michele Carnino e Marisa Boero, le priore Simonetta Carnino ed Elisabetta Barale, rispettivamente proprietaria di un’impresa agricola e dottoranda all’Università degli Studi di Torino. «È stato molto bello partecipare ad una manifestazione simile – afferma la 25enne Elisabetta Barale – poiché mi ha permesso di tornare ad un passato legato alla terra e di vivere le mie origini contadine». La sfilata è quindi proseguita sino alla parrocchia della Natività di Maria Vergine, accompagnata dal corpo musicale Giuseppe Verdi, dove don Vincenzo Marino ha officiato la messa. Terminata la funzione, la festa è proseguita con un rinfresco offerto ai partecipanti. «Un vero successo – commenta Balma – dovuto alla buona volontà del comitato, che ha offerto pane, salame e toma autoprodotti». C’erano anche il sindaco Giuseppe Catania, gli assessori Vincenzo Russo e Umberto Demarchi e il presidente della fondazione Via Maestra, Giorgio Urtino, che ha elogiato l’evento: «Una festa di pura amicizia, dove si respira vivo il clima di gioia e solidarietà». Oltre cento i partecipanti al pranzo al Lucio d’La Veneria, a cui sono seguite la lotteria di beneficenza e l’asta tenuta da Alberto Montersino. Ma la festa non è ancora finita: «Il tutto si concluderà sabato 28 gennaio alle 21 – affermano gli organizzatori Ernestino Balma, Domenica Astegiano e Simone Gandiglio – con la cena al ristorante La Cerea di Altessano».

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